La tua poesia si scriverà da sola quando le verrà la voglia di mettere insieme tutti i suoi pezzi e di adagiarsi sulla carta, sempre libera e pensosa come l’occhio che la cerca; tu nel frattempo parla piano e ascolta tutto: ogni singolo suono potrebbe servire a dar da mangiare alle parole in te. Ogni virgola è un ponte tra universi di parole che come brevi passi avvicinano ad un senso, grumi di linee dall’aspetto sottile che nella loro calma sanno già dove andare, e tu devi solo seguire la strada che con la penna si crea, lasciare andare tutto senza aggrapparti ai bordi, prendere un respiro e gettarti nel luogo in cui nessuno tocca. Mentre t’accorgi che della tempesta sei solo attento spettatore, molla la presa e fai sì che il mare segua la corrente che desidera, leggi i tuoi versi camminando su sentieri non previsti, accordando le sillabe al suono dei discontinui passi. Ti ritroverai perdendoti in quell’intreccio di strade e di righe, di visi e di idee, in una notte in cui starai pensando ad altro.

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