Sai stupirmi ogni volta che non chiedi, che ti regali come fosse per scontato, come se fosse eternamente il tuo turno nel prendersi cura, se ti avessi messo poco prima il cielo in mano.
Non merito affatto la gratuità del tuo amarmi e l’innocenza del tuo darti, il tuo orecchio attento, il tuo fare distratto che tiene conto di tutto, il silenzioso passo con cui ti avvicini e te ne vai, ed è talmente un mistero il tuo modo di esserci che la mia incredulità non sa esaurirsi ancora, nonostante la costanza dei tuoi gesti, la ripetizione senza sosta di questa bellezza pura. Io ti riservo solo parole, tu mi riservi il tuo spazio più grande: mi ci allargo, mi rigiro e nuoto come in un mare, mi sento a posto non appena so di immergermi nella tua acqua e nel tuo sale.
E se chiedessero la prova dell’esistenza di un amore, io non farei che alzare il braccio ed indicare da lontano te, così in molti capirebbero che non è del tutto un’invenzione la possibilità di stare bene.

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