Ti coprirò il volto con le mani così non respirerai anche tu quest’aria intossicata dai miei pensieri, fasci di lame sottili che provengono da non si sa bene dove, che si uniscono in complesse combinazioni sempre uguali e restano poi a lungo qui seduti, ospiti di una mente in cui è facile trovare un posto al caldo. Fingerò di ridere, o per un attimo riderò davvero, e tu non potrai vedere quell’esercito in lotta poco dietro ai miei occhi. Poi però vorrò spiegarti e non riuscirò a farlo, ma tu capirai lo stesso e io non saprò mai come ce l’avrai fatta. A un certo punto l’unico intenso desiderio che si troverà dentro me sarà quello di buttar via quell’ultima parte di vita passata a pensare, a racimolare perdite di imprevedibilità e sostanza, e ti prometterò in qualche modo di combattere contro quei giganti che mi camminano dentro.
Da allora tutto il nostro mondo dipenderà da quello che terrò nella mia testa, grotta piccola e buia che con me manterrà sempre un segreto. Ma sarai forse tu a estirpare quei pensieri, a trarli fuori con decisione e rabbia uno per volta con la pazienza e la costanza di chi ama per davvero, perché bisognerà salvarmi. E vorrai essere tu la mia distrazione più grande.

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